Rocco Palumbo disorienta Patrick Leonard e incassa il massimo: uno spot da brividi al WCOOP

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Rocco Palumbo disorienta Patrick Leonard e incassa il massimo: uno spot da brividi al WCOOP

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L’altro giorno vi raccontavamo del nuovo progetto di coaching e staking lanciato da Patrick Leonard e dei suoi obiettivi. Oggi il forte grinder inglese ci regala già dell’ottimo materiale da godere: una hand review di un intero torneo.

Leonard e una imperdibile video hand review WCOOP

Un’ora di video che ci apre la porta sui thinking process di un top player in un torneo fra i più importanti al mondo. Patrick Leonard è stato di parola e ha pubblicato una video hand review del WCOOP-65 Ultra Deep da 500.000$, vinto nel settembre scorso per 162mila dollari di premio.

Un’ora di video in cui l’inglese analizza moltissime situazioni, tra cui uno spot cruciale giocato contro il nostro Rocco Palumbo che è anche la mano più interessante di tutte. Andiamola ad analizzare, con l’aiuto dei due protagonisti (il video parte a 48:56)

Patrick apre da hi-jack a 35mila con **cq* **c0*, Rocco difende il big blind potendo contare su circa 950mila fiches.

Il flop è **c6* **qq* **fk*

“Lui checka e io, su un board del genere, posso bettare tutto il mio range, scegliendo una size bassa e non aspettandomi molti check-raise. Perchè QQ e KK sarebbero 2 set che giocano diversamente preflop, io blockero KQ e Q6. Quindi posso trarre beneficio c-bettando tante mani, da 22 a 77 ma anche 6x, AJ, AT, **q8* **q7*. Non ci sono molte mani con cui checkerei dietro qui, eccetto quando ho una Q, ma rischierei di essere un po’ face up quindi punto.”

Rocco check-raisa a 71.074.

“Lui check-raisa e non lo fa molto spesso sul flop. Quindi dovrei foldare, anche perchè lui blockera alcuni dei miei backdoor.”

Invece Pat fa call e centra il turn della vita: **pq*.

“Ovviamente è una gran carta per me, ora batto combo come K6 e anche mani come Q6 sono molto meno probabili. La mia unica preoccupazione qui sono i 66, oltre naturalmente a un raro KQ. Qui checko dietro molto spesso, proprio perchè ho bettato quasi tutto il mio range sul flop. Se invece avessi checkato dietro flop avrei bettato tutto il mio range su questo turn.”

Il river è un **q6* e Rocco punta 103.940.

“E’ un ottimo river per me. Lui betta 100k e io ho due opzioni: raise e call. Ma cerchiamo di analizzare a fondo il suo range. Se avesse davvero 66 uscirebbe di quasi mezzo piatto sul river? Se avesse KQ uscirebbe così? Nutro forti dubbi. Io qui potrei avere tranquilamente 66, QQ, KK e KQ. Potrei avere tutte le nutsy hand e le avrei giocato esattamente allo stesso modo (bet/call flop e check back turn quando nel suo range ci sono diversi give up), quindi in questa situazione si potrebbe in teoria rilanciare.
Ma poi ci rifletto e mi chiedo: quanti Qx arrivano fino a questo punto? Quanti Qx checkraisano sul flop? Mettiamo caso che, invece di questo, il board fosse stato 6KQK6 e io avessi in mano KT, potrei bluffraisare il river rappresentando 66 o KQ, che non potrebbe avere considerata la linea che ha preso. Ma qui davvero non c’è alcun merito nel bluffare il river, perchè è difficile abbia un QJ o qualcosa del genere, essendo piuttosto polarizzato dopo il flop. Penso sia sempre meglio limitarsi a chiamare al river. Chiamo e lui ha davvero **fq* **ck*, cosa che mi ha davvero sorpreso. Credo che avrebbe potuto anche scegliere una size più corposa, o magari di check-raisarmi river.”

Rocco Palumbo, qui a Praga nell'ultmo EPT della storia

Rocco Palumbo, qui a Praga nell’ultmo EPT della storia (courtesy of Neil Stoddart)

La versione di Rocco

Visto che è protagonista di questo interessante spot, potevamo mai lasciarci sfuggire un commento di Rocco Palumbo? Certo che no. Da osservatore sempre attento, il campione ligure aveva già avuto modo di guardare la video analisi del suo avversario.

Essendo il preflop abbastanza scontato, partiamo dal flop che è forse la street decisiva: “Non è un board su cui ho tante value hand da rappresentare e a mio parere lui è uno che le coglie al volo queste sottigliezze, quindi speravo volesse in qualche modo outplayarmi su turn/river, visto che comunque  le uniche nutty che ho sono 66/QK/K6/Q6. Magari si aspetta che qualche combo di QK la 3-betti pre, mentre QQ e KK ovviamente non le ho mai qui.”

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Il turn era la strada su cui c’era meno da dire nel ragionamento di Leonard, e anche per Rocco è lo stesso: “Sì, il turn non lo betto perchè penso che non lo farei quasi mai in bluff, dato che la Q è molto più presente nel suo range che nel mio.”

Il river è grasso che cola per il nostro player. Come detto, Rocco ha già ascoltato l’analisi di Patrick, che si è rivelata errata e secondo Palumbo non è un caso: “In sostanza ha detto che la mia bet river con QK non ha molto senso, ma in realtà io l’ho sizata così proprio per fargli escludere che avessi una mano con cui avrei potuto chiamare push, inducendolo magari a trasformare qualcosa in bluff. In generale mi fa piacere averci azzeccato, visto che appunto lui escludeva KQ dalle mie combo possibili.”

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