Pier Domenico Verrelli: un sogno che si chiama Las Vegas e che inizia a Sochi

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Pier Domenico Verrelli: un sogno che si chiama Las Vegas e che inizia a Sochi

Nei giorni scorsi l’EPT di Sochi edizione 2019 ha tenuto banco e, come sempre accade in eventi di questo tipo, dietro alla pura cronaca e ai risultati si nascondono storie interessanti. Alcune probabilmente le ricorderete: vi abbiamo parlato dell’inedita finale tutta israeliana tra Uri Gilboa e Zakhar Babaev, e del debutto internazionale con la patch di PokerStars di Ramon Colillas.

Ma c’è una storia che vi vogliamo raccontare e che ci sta particolarmente a cuore. Un po’ perché sa d’Italia, ma soprattutto perché ci parla di passione autentica (e sana) per il poker e il desiderio di viverla con lo slancio di un’avventura: uno spirito che oggi è in gran parte perduto.

E’ la storia di Pier Domenico Verrelli, primo italiano a premio nel Main Event di Sochi, al suo debutto in un evento internazionale di poker dal vivo.

pier-verrelli-andrea-ferrari-670-447.jpgItaliani a Sochi: Andrea Ferrari (a sx) e Pier Domenico Verrelli

GLI INIZI

Pier Domenico Verrelli, 34 anni di Parma, non è un pro. Il suo lavoro, infatti, è quello di consulente organizzativo che svolge come libero professionista. Nel suo DNA c’è però la passione per i giochi. Soprattutto di carte, a cominciare dal Burraco.

Una decina d’anni fa arriva il colpo di fulmine per il poker. Galeotta fu la televisione, con le prime trasmissioni sui grandi eventi live internazionali. “La Tv è stata fondamentale“, ci ha detto in una recente intervista. “Mi ha fatto innamorare del poker, attraverso le partite delle WSOP. Ancora oggi, andare a Las Vegas rimane il mio sogno, anzi il mio obiettivo“.

Inizia a giocare online sui siti “.com” (siamo nel 2008), poi con l’arrivo del mercato regolamentato, passa su PokerStars.it. Il tutto sempre con i piedi ben piantati a terra, facendo un passo alla volta, e con il rifiuto molto netto nei confronti del gioco d’azzardo. “Il poker, quando è ben compreso, non è azzardo, è abilità“. Comincia con i sit&go, poi si dedica agli mtt da €10. Il cash game, invece, non fa per lui.

Il poker live è un discorso diverso. Se i circoli rimangono un problema per la mai arrivata – anche se a lungo attesa – legge sul poker al di fuori dei casinò, questi ultimi non lo attraggono. “Allora preferivo l’online, mi sentivo più a mio agio di fronte al computer e con una pokeroom a gestire l’azione“.

Forse un po’ di soggezione legata all’ambiente, o alla possibilità di incappare negli “sharks” delle sale live, fatto sta che Pier Domenico Verrelli non partecipa ad alcun torneo dal vivo organizzato da un casinò, almeno fino a una settimana fa.

Se il sogno si chiama Las Vegas, però, questo è uno scoglio che prima o poi sa di dover affrontare.

L’AVVENTURA

È la mattina del 27 gennaio 2019. “Me lo ricordo ancora con precisione” puntualizza Pier Domenico. “Una decina di giorni prima erano finite le Winter Series ed ecco che improvvisamente nella lobby compaiono gli spin&go per qualificarsi all’EPT di Sochi. Il mio amico Andrea Ferrari (anche lui di Parma, ndr) ci prova subito. Una decina di spin senza risultati, lui insiste e alla fine riesce a vincere il pacchetto!

Andrea chiama subito l’amico: c’è l’alloggio in hotel pagato per due persone per la durata del Main Event, più volo e buy-in per uno. “Mi propone di dividere il viaggio e l’iscrizione, e di andare entrambi a giocare il ME di Sochi“.

Pier Domenico, a questo punto, non vuole essere da meno e decide di provarci. Gli spin non sono la sua specialità, anche se li aveva già giocati per qualificarsi agli eventi principali delle Winter Series. 6 tentativi e poi va a segno anche lui. Bingo! Pier e Andrea propongono ad altri due amici di fare una spedizione in gruppo, dividendo tutti i costi, ma alla fine restano da soli.

E così l’avventura ha inizio. Ovviamente non prima di aver ricevuto – in tempi molto rapidi – informazioni e fondi da PokerStars.it.

Schermata 2019-04-03 alle 11.43.15.jpgPier Domenico Verrelli

SOCHI

Un’esperienza bellissima” è la prima cosa che ci dice, arrivati a questo punto della storia. “Viaggio a parte, che si è rivelato un po’ più impegnativo del previsto“. 8 ore di volo e altre 5 di scalo a Mosca, che li obbliga a dormire in un Capsule Hotel della capitale russa.

Poi Sochi. Qui si entra nel vivo, con il Day1A del Main Event. L’impatto è decisamente positivo: “Una bel casinò, e soprattutto persone molto gentili nello staff. Anche i giocatori al tavolo, quasi tutti russi, erano molto amichevoli. Peccato che pochissimi parlassero inglese!

Insomma, il ghiaccio con il primo tavolo live in un evento internazionale si scioglie in fretta. “Non me l’aspettavo, ma l’adrenalina è entrata subito in circolo! E andava avanti per tutto il giorno e anche la notte. Alla fine dormivamo pochissimo, c’erano troppe cose in testa, emozioni, mani, tanto da condividere e di cui fare tesoro per il futuro…

E a livello tecnico? “La maggior parte dei giocatori era piuttosto aggressiva, ma ce lo aspettavamo“. Ad un certo punto, Pier Domenico e Andrea si ritrovano allo stesso tavolo, in compagnia del Pro di PokerStars Ramon Colillas. “E’ stata una situazione difficile, Andrea ed io non volevamo eliminarci uno con l’altro ma… il gioco è gioco! Poi c’era Colillas, ci siamo scambiati qualche colpo. Alla fine è stato un salomonico 2-2, due pot vinti da lui e due da me“.

Andrea non riesce a superare la prima selezione, mentre Pier Domenico va avanti. Accede al Day2, il giorno della bolla. “A 115 left (111 giocatori a premio, ndr) mi sono chiuso a riccio. Non ho giocato quasi più nulla, foldando anche le mani buone perché volevo a tutti i costi andare a premio. Era solo quello il mio obiettivo“. Ci racconta una situazione: “In bolla piena, c’è un miniraise e 3 call. Io sono di BB con [8h][5h] e devo mettere solo 4.000 chips in un piatto che è già 10 volte tanto. Nonostante questo, foldo. Scende il flop e mi rendo conto che avrei centrato la scala nuts! Lì per lì mi mordo le mani, e invece in un attimo si scatena l’inferno: un avversario ha settato e un altro ha colore. Quel fold mi ha salvato e mi ha permesso di andare a premio!

Pier Domenico, infatti, va ITM e accede al Day3, ormai molto corto. Nell’ultima mano del suo Main Event, mette tutto con [Ah][Th] ma trova il call di un avversario che lo domina con [As][Qs]. Al flop scendono sia una Qx che un Tx. Al turn per l’italiano c’è anche il flush draw ma niente, il river è un mattone che mette fine al suo primo torneo live.

Pier Domenico Verrelli è 93° per €5.566. Obiettivo raggiunto.

IL BAGAGLIO (DI ESPERIENZA) E IL SOGNO

Arriva il momento di rientrare in Italia e gli chiediamo che cosa si è portato via da Sochi. “A livello tecnico ho imparato tantissimo dal torneo. A livello personale credo di aver scoperto il grande poker live e di volerci provare ancora. Voglio continuare, ma sempre con la massima umiltà, senza abbandonarmi a speranze infondate e soprattutto senza montarmi la testa“.

Il suo obiettivo a breve è provare a qualificarsi per l’EPT di Montecarlo e poi, se ci saranno satelliti o spin sulla piattaforma italiana, per l’Open di Madrid. In mezzo resta il sogno, quello di andare a Las Vegas per le WSOP.

Un sogno che, a nostro avviso, fa bene al poker e che ci auguriamo davvero di potervi raccontare.

Gioca anche tu sulla poker room più grande d’Italia!

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