Quanto è bello chiudere una scala colore?

L’esperienza può rivelarsi ancor più goduriosa se l’avversario è un giocatore loose disposto a pagarci profumatamente…

Deve aver pensato questo David Benyamine durante una storica mano high stakes registrata qualche anno fa. Il solito Doug Polk ci riporta indietro nel tempo con uno dei suoi apprezzatissimi video.

Ecco qual è la situazione al tavolo cash. I bui sono 300/600$. Doyle Brunson da UTG ha optato per lo straddle a 1.200$.

Esfandiari da CO apre a 4.000$ con J10, chiamano Farha BTN con 22, Benyamine SB con 54, Gold BB con K8 e Brunson con KQ.

Comincia l’alanisi di Polk: “L’apertura di Esfandiari è abbastanza standard, forse un po’ loose. Il call di Benyamine da piccolo buio va bene se sai che i giocatori dopo di te sono passivi e chiamano spesso.

Non mi piace però il call fuori posizione con una mano così debole. Jamie Gold da grande buio chiama con K-8, una mano da buttare.

Doyle si ritrova in mano delle ottime carte, ideali per chiamare. Per lui 3bettare non avrebbe senso, perché non vuole trovare delle 4bet“.

Il flop è 673. Tutti checkano! Polk è divertito da Benyamine: “Adoro il modo in cui checka, facendo finta di non essere minimamente interessato al piatto.

Invece ha la scala nuts e anche 4/5 di colore. Sfortunatamente per lui, nessuno ha floppato. L’unico ad aver qualcosina è Farha con underpair“.

Il turn è il 2. Benyamine con scala colore punta 10.000$ (su un pot di 20.600$). Foldano tutti tranne Farha che rilancia a 40.000$.

Polk dice: “Benyamine con straight flush è sicuro al 100% di vincere la mano. Non c’è river che possa togliergli il nuts. Deve solo chiedersi come giocare.

Puntare sperando di trovare un raise? Mettersi in check/raise? Entrambe le opzioni hanno senso. Puntando si può sperare di trovare il raise da parte di un colore forte magari. Checkando puoi invogliare qualcuno al bluff.

Brunson folda velocemente con il kappa di fiori. Io avrei chiamato una puntata di mezzo piatto. Esfandiari folda il jack di fiori e questo è molto più comprensibile.

La situazione di Farha è particolare, perché un bottom set in un 5way pot non è una mano così forte, essendoci tre fiori sul board.

Comunque l’action al tavolo non è per nulla strong e allora Farha decide di rilanciare pesante. Benyamine deve fare slowplay oppure no?“.

Benyamine rilancia a 115.000$ e Farha chiama augurando buona fortuna all’avversario… Polk giustamente dice: “Benyamine fin qui era stato bravissimo a convincere tutti di essere dietro nel colpo.

Ora però si tradisce. Se stesse bluffando non avrebbe chiacchierato così tanto prima. Farha è in una situazione complicata ma il suo call è chiaro. Se l’avversario ha colore, può sperare di chiudere full.

In questo caso però è inutile…“. Il river è una Q. Benyamine conta il suo stack e punta 250.000$, poco meno del pot. Un commentatore sentenzia: “Troppo“.

Polk afferma: “Benyamine deve chiaramente puntare. Checkare per intrappolare non avrebbe senso. Un colore forte all’asso o al kappa chiamerebbero o rilancerebbero addirittura una puntata.

C’è solo da chiedersi quanto puntare. Non mi piace la size di Benyamine, quasi il piatto. Sa che Farha non ha una mano bellissima.

Beynamine spera di essere chiamato perché Farha è un giocatore abbastanza loose che non si tira indietro ai call. Farha però ha un fold chiaro da fare, l’avversario ha dimostrato troppa forza“.

Farha in effetti non si affeziona troppo al suo set e ci mette poco tempo a foldare. Benyamine dichiara di avere colore e poi gira le sue carte. Il pacco di soldi va a lui!

 

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