Jason Ader, ancora tu! La piovra di Wall Street e dell’e-gaming investe $100 milioni in Playtech

Jason Ader, ancora tu! La piovra di Wall Street e dell’e-gaming investe $100 milioni in Playtech

Jason Ader in questi anni è stato al centro delle vicende e delle politiche societarie di molte società di gioco, in particolare dell’online. Ex analista di Wall Street, da quando è alla guida del suo fondo d’investimento SpringOwl, è noto per alcune azioni che hanno rivoluzionato i board di diverse multinazionali, condizionando il mercato e la geografia del gioco online.

Jason Ader

Lo schema è quasi sempre il solito: acquista un pacchetto consistente di azioni di società secondo lui sottovalutate dal mercato e/o poco performanti, entra forzando la mano (per via del suo pacchetto azionario rilevante) nel consiglio di amministrazione (come uno degli azionisti di riferimento) e cerca di guidare la società (anche attraverso dossier “ostili” ed analisi di mercato approfondite) verso strade coraggiose ma remunerative per i soci, rivoluzionando i cda e condizionando la governance, con l’obiettivo però di migliorarne le prestazioni e, di conseguenza, implementando il valore delle azioni.

Un vero squalo dell’alta finanza temuto dai presidenti dei vari cda. Un genio con un fiuto infallibile per gli affari.

E’ una sorta di piovra, mette i suoi tentacoli in molte società quotate dell’e-gaming. L’ultimo suo investimento è stato in Playtech (proprietaria in Italia di Snai): ha appena acquistato 100 milioni di dollari in azioni, forse pensando anche alla svolta positiva arrivata nel mercato degli Stati Uniti con la legalizzazione delle scommesse in diversi stati. Chissà cosa penserà il fondatore, il potentissimo imprenditore israeliano Teddy Sagi, di questa operazione, considerando la fama di Ader.

Si tratta di un manager ed un investitore abilissimo. In Nevada e a Wall Street, si mormora che sia stato uno dei registi di Las Vegas Sands in passato, in particolare con l’operazione di investimento negli anni ’90 nel mercato di Macao che hanno reso la creatura di Sheldon Adelson (un altro potentissimo finanziatore dello Stato di Israele e del Partito Repubblicano) il primo operatore mondiale di casinò.

Ader è noto anche per demolire, fare a pezzi, i vari board. I media di settore negli States prevedono scintille. Il Times ha svelato l’operazione da 100 milioni di dollari nella società con sede a Londra, attraverso il suo hedge fund, SpringOwl Asset Management.

E’ noto per varie imprese e scalate. Ader, oltre al successo nel board di Las Vegas Sands, con l’operazione asiatica, nel 2013 è passato alle cronache per la ristrutturazione del board di International Game Technology (IGT).

Nel 2014 uno dei suoi “capolavori”: in modo coraggioso (considerando il declino azionario) ha acquisito una partecipazione di maggioranza relativa di bwin.party e, dopo forti pressioni, è riuscito a far vendere il gruppo per 1,6 miliardi di dollari a GVC Holdings (nel 2015).

Come azionista di Amaya, la holding che controlla Rational Group e PokerStars, è stato tra gli azionisti più influenti per persuadere il consiglio di amministrazione a prendere le distanze dal suo fondatore ed ex presidente David Baazov (accusato ma non condannato per insider trading). E’ stato anche grazie a lui che è nato The Stars Group, multinazionale che nel 2018 ha visto il valore delle sue azioni più che raddoppiare prima di un calo fisiologico a luglio (anche a seguito del forte investimento in Skybet).

Ader, venerdì scorso, ha confermato a The Times l’acquisto di oltre 100 milioni di dollari di azioni di Playtech, società che ha toccato il suo massimo storico nel giugno 2017, quando la società aveva una capitalizzazione di mercato di 4,6 miliardi di dollari. Le restrizioni per del governo malese sul gioco online ha però frenato questa ascesa nel principale mercato asiatico del gruppo, frenando anche il rally in borsa.

Le azioni di Playtech da allora sono crollate del 50% e una flessione dei profitti semestrali ha fatto il resto (sembra per una forte concorrenza di siti cinesi sempre nel mercato asiatico).

Così Ader ha di nuovo fiutato l’affare ed ha deciso di scendere in campo: al Times ha già dichiarato che “Playtech ha bisogno di migliorare la reputazione, governance e prezzo delle azioni”. Ha aggiunto: “non vedo l’ora di continuare il dialogo con il board” ma questa volta da azionista. Sarà un autunno caldo per la multinazionale anglo-israeliana?

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